Visualizzazione post con etichetta scarpe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scarpe. Mostra tutti i post

venerdì 9 agosto 2013

Sandali che camminano per passione

A farli conoscere al mondo intero fu Jacqueline Kennedy, che nell'estate del 1962 li adottò come divisa ufficiale per le sue vacanze tra Capri e la Costiera Amalfitana: i sandali di Positano, nati subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, hanno conquistato il mondo con i loro modelli semplici e con lo stile al di là del tempo e delle mode. Il vero sandalo di Positano si riconosce dalla cucitura. Bisogna girare il sandalo: si deve vedere bene la cucitura delle due parti di cuoio e si devono vedere i chiodini, perché altra prerogativa del sandalo è quella che non devono esserci parti incollate. Insomma, niente tracce di mastice e cucitura visibile o appena coperta da una soletta di pelle, per un sandalo di Positano Doc.
sandali positano

domenica 9 giugno 2013

Sandali bassi per volare alto

L’arte antica del sandalo, irrinunciabile calzatura di tutti i popoli del Mediterraneo, a Capri è ben presto diventata mito. Pare che già Tiberio, l'Imperatore che scelse l’isola come sua dimora, indossasse dei sandali con una suola rigida e strisce di pelle che avvolgevano le caviglie. La creatività degli abili artigiani isolani, ha sviluppato un design e uno stile inconfondibili: i modelli non sono tanto diversi da quelli che venivano portati ai tempi di Tiberio: suola piatta, con strisce di pelle sapientemente intrecciate, ma oggi sono arricchiti con sfumature di oro o di argento e nei colori più personalizzati. Perle, pietre dure, strass dalle fogge più svariate e dai mille riflessi, rendono i sandali di Capri sempre più preziosi, eleganti e ricercati.
flat sandals

sabato 4 maggio 2013

Manolo Blahnik: le scarpe desiderate

Le chiamano con il suo nome, Manolos, sono le scarpe più desiderate. Create dal designer spagnolo Manolo Blahnik, con una storia emblematica, fatta di passione. “Se Dio volesse farci indossare solo scarpe basse, non avrebbe creato Manolo Blahnik”. Manolo Blahnik nasce a Santa Cruz de la Palma nelle Isole Canarie da padre ceco e madre spagnola nel 1942. Lui e la sorella più giovane Evangelina trascorrono la loro infanzia sulla piantagione di banane della famiglia. Nel 1965, dopo aver studiato letteratura e architettura presso l'Università di Ginevra, Blahnik si trasferisce a Parigi per studiare arte. Si trasferisce successivamente a Londra, dove lavora in una boutique e diventa parte della scena artistica alla moda. È il 1971 quando visita New York con un book di disegni e scenografie che mostra a Diana Vreeland, l'allora direttrice di Vogue USA, che affascinata dallo schizzo di una scarpa fantastica, gli suggerisce: "Go makes shoes”.
scarpe con tacco

domenica 21 aprile 2013

Storia delle scarpe ballerine

La ballerina si distingue dalle altre calzature per la sua inconfondibile struttura: il tacco è basso o inesistente (massimo 25 mm), è leggera, flessibile e il decollété è ovale e molto scollato. La favola delle ballerine ebbe inizio nel 1947, in un piccolo laboratorio artigianale nei pressi del teatro dell’Opera di Parigi, quando Rose Repetto ne creò il primo modello per soddisfare le richieste del figlio Roland Petit, ballerino classico e coreografo. La scarpa da ballo che fu originariamente realizzata era nuova rispetto alle precedenti usate nel mondo della danza e caratterizzata da un particolare punto, detto back stitch, grazie al quale era possibile ottenere una cucitura molto resistente, ma allo stesso tempo flessibile. Da qui iniziò l’attività di Madame Repetto, il cui cognome diventò negli anni il simbolo stesso di calzature ispirate al balletto classico. Fu però nel 1956 che la ballerina cominciò a essere conosciuta e utilizzata anche al di fuori del mondo della danza. Infatti, proprio in quell’anno, Brigitte Bardot chiese a Madame Repetto di realizzare per lei un paio di scarpe come quelle usate dai ballerini classici, ma di colore rosso carminio. Fu così che nacquero le Cendrillon, dedicate a Brigitte Bardot e che l’attrice indossò nel film di Roger Vadim, Et Dieu... créa le femme. Dopo pochi anni, Repetto era ormai considerato un punto di riferimento per le prime ballerine di tutto il mondo, con il suo negozio al numero 22 di Rue de la Paix a Parigi. La ballerina più celebre e amata dallo star system Hollywodiano è italiana: si tratta della Varina di Ferragamo, figlia del modello originale Vara del 1978, creata da Fiamma Ferragamo. La Varina, classe 2007, differisce dal modello originale per l'assenza totale di tacco, ma sono rimasti invariati i segni indistinguibili della maison: lo spesso fiocco in gros grain con la placca metallica centrale firmata Ferragamo. Dalla sua nascita ne sono stati venduti più di un milione di esemplari in tutto il mondo, in qualsiasi colore, foggia e materiale: raso, vernice, pelle, gomma, rafia... c'è solo l'imbarazzo della scelta!
scarpe ballerine